Koyasan (Monte Koya), viaggio alle radici del buddhismo in Giappone

Il Monte Koya o Koyasan è una di quelle mete inattese di un viaggio in un paese così lontano come il Giappone. Uno di quei posti di cui inizialmente non conosci nemmeno l’esistenza, in cui ti imbatti tra una pagina e l’altra della Lonely Planet o grazie a qualche foto online. Poco alla volta ti incuriosisce e ti affascina spingendoti a trovare un momento da dedicargli all’interno del tuo viaggio.

Una volta là capisci che la scelta è stata giusta.


Sebbene poco noto o celebrato, il Koyasan è uno dei posti più importanti del Giappone, sia da un punto di vista culturale che religioso. Un luogo dove vivere una piacevole esperienza che permette di entrare in contatto con la spiritualità giapponese. Anche perché sul Monte Koya si mangia e si dorme con i monaci buddhisti nei loro templi e seguendo la loro dieta. Non pensate a nulla di estremo, qui il turismo locale ed internazionale è comunque molto presente ed è fonte fondamentale di sostentamento per la comunità.

“Migliaia di candele possono venire accese da una singola candela e la vita della candela non sarà abbreviata. La felicità non diminuisce mai con l’essere condivisa”

BUDDHA

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cosa è il koyasan /

Il Koyasan è un luogo sacro, uno dei più rilevanti in Giappone, che ospita anche uno dei più importanti centri monastici del Sol Levante. Qui, infatti, riposa anzi, medita in eterno, il monaco Kūkai, anche chiamato Kōbō-Daishi, uno dei padri della patria che nel IX secolo diede vita alla scuola di Buddhismo Shingon. Inoltre da calligrafo e poeta inventò i kana, i due alfabeti giapponesi ancora oggi utilizzati insieme ai kanji cinesi.



cosa vedere sul monte koya /

L’area sacra del Koyasan è costellata di templi e santuari ma due sono le aree principali da visitare. La prima è la zona del Danjō Garan con i suoi oltre venti edifici, la maggior parte dei quali pensati e realizzati dallo stesso Kobō Daishi. Non lontano si trova poi il Kongobuji, tempio di riferimento per tutta la scuola Shingon. La seconda area è quella più importante, intima e spirituale: il cimitero Oku-no-in.

Presso il tourist office nel centro del paese si possono noleggiare delle audioguide dalle 8.30 alle 16.30 che consentono di visitare i principali siti del Koyasan. Il costo è di 500 yen.

/ okunoin, il santuario di kōbō daishi e l’incredibile cimitero

L’Okunoin è un posto dal fascino e dalla spiritualità fuori dal normale, difficilmente descrivibile a parole. E’ un luogo davvero sacro per il popolo giapponese, per questo è necessario visitarlo con la dovuta attenzioni alle norme di comportamento. L’area sacra comincia con il ponticello Ichi no Hashi, dove inchinarsi in segno di rispetto verso Kobo Daishi. Questo ponte funge da collegamento tra due mondi: quello terreno degli uomini e quello spirituale delle anime e della meditazione, racchiuso all’interno di una splendida foresta di cedri altissimi che arrivano a nascondere il cielo sopra il Monte Koya.

Di notte migliaia di lanterne illuminano il sentiero lastricato che conduce all’Okunoin. Si tratta del cimitero più importante del Giappone con oltre 200.000 monumenti funebri di diverse religioni, anche se la simbologia buddista dei 5 elementi è sicuramente quella maggiormente presente. 

La strada sale per circa 2 chilometri in questa atmosfera surreale fino ad un nuovo ponte, il Gobyo no Hashi, porta d’ingresso di uno stadio ancora più avanzato di sacralità. Prima di poterlo attraversare è necessario purificarsi gettando acqua sulle state dei delle divinità buddiste e poi inchinarsi nuovamente al cospetto di Kōbō Daishi.

Superato il Gobyo no Hashi non sarà possibile scattare foto, bere o mangiare come forma di rispetto verso il grande monaco Kūkai. Si ritiene, infatti, che egli stia meditando in eterno nel Gobyo, tempio inaccessibile di fronte al quale i fedeli si raccolgono in preghiera e dove vengono anche deposti pasti per il grande maestro. 

Prima di giungere al Gobyo si incontra il Toro-do, il padiglione delle lanterne, che ospita centinaia di lanterne accese dai fedeli che, secondo la leggenda, bruciano senza spegnersi da oltre novecento anni.

Il modo migliore per visitare il cimitero Okunoin è sicuramente con una visita guidata in notturna; noi abbiamo presto parte a quella gestita in inglese dal tempio Eko-in. Avere come guida un monaco del posto vi aiuterà a capire i significati nascosti in questo angolo del Koyasan.


Oku-no-in sul Monte Koya

La luce delle lanterne illumina la via dell’Okunoin uno dei luoghi più spirituali del Koyasan e di tutto il Giappone.


/ danjo garan

Secondo solo all’Okunoin per fascino ed emotività, il Danjo Garan è il fulcro religioso del Monte Koya. Qui Kōbō Daishi decise di fondare il centro della nuova religione che stava importando dalla Cina; qui la leggenda vuole che il monaco ritrovò tra le foglie di un pino il sankosho lanciato dal continente asiatico. Questo pino ancora oggi sopravvive nell’area sacra.

 

L’area del Danjo Garan si compone di quasi una ventina di strutture e tra queste svetta per altezza e bellezza la Konpon Daito Pagoda. All’interno di questa pagoda di oltre 45 metri si nasconde l’imponente statua del Buddha Cosmico che, unita alle pitture sulle pareti e alle altre statue presenti, costituisce uno dei rari casi di mandala tridimensionale. 

L’edificio principale del Garan è, però, la Kondo Hall, costruita totalmente in legno. Qui vengono celebrate tutte le cerimonie principali che si tengono sul Koyasan.

La Daito Pagoda e la Kondo Hall sono gli unici due edifici del Garan effettivamente progettati da Kōbō Daishi. I suoi successori si occuparono poi di ampliare l’area con diverse strutture tra cui:

  • il Saito (Pagoda Occidentale) molto bella in legno ed isolata nel bosco,
  • il Toto (Pagoda Orientale)
  • il Miedo, altro tempio in legno con splendide lanterne dorate.

Essendo tutte strutture in legno, quelle attualmente visibili sono le ultime ricostruzioni dato che le originali sono stata distrutte da incendi e terremoti nel corso dei secoli.


Konpon Daito Pagoda, Koyasan
Kondo Hall, nel Danjo Garan sul Monte Koya
Saito Pagoda, Monte Koya

/ kongobuji

Oltre all’Okunoin e al Danjo Garan, sul Monte Koya si può l’imponente Kongobuji che rappresenta il tempio principale del Buddhismo Shingon.


Situato proprio accanto al Garan, il Kongobuji è caratterizzato da stanze con pareti splendidamente decorate che danno un senso incredibile di Giappone.

La più importante è la Ohiroma Room con le sue porte scorrevoli (fusuma) tappezzate in oro che raffigurano delle gru.

L’altro elemento di rilievo di questo tempio è il Banryutei Rock Garden, il giardino roccioso più grande di tutto il Giappone.

Parte delle decorazioni del frontone del Kongobuji sul Koyasan


come organizzare la vista al koyasan /

/ come arrivare da kyoto al monte koya

L’itinerario per raggiungere il Monte Koya da Kyoto prevede l’utilizzo del Japan Rail Pass per raggiungere la stazione di Shin-Imamiya. Si usa dapprima la JR Tokaido-Sanyo Line fino ad Osaka e poi la JR Osaka Loop Line. Questo primo tratto vi porterà via circa un’ora. 


Da Shin-Imamiya si prende poi la Nankai Koya Line fino alla stazione di Gokurakubashi ed avete 3 tipologie di treni a disposizione:

  • Limited Express ( 80 minuti )
  • Rapid Express ( 90 minuti )
  • Express ( 100 minuti )

Da Gokurabashi si prende la funivia ( 390 yen ) che in 5 minuti vi porta alla stazione del Koyasan e da lì si aspetta l’autobus per arrivare in paese.

Chi non fosse provvisto di Japan Rail Pass può anche acquistare il World Heritage Ticket. Questo biglietto con validità di due giorni consente di avere una riduzione sul biglietto di ritorno e di poter usufruire degli autobus liberamente, oltre a sconti sull’ingresso in alcune attrazione.



Preghiera in uno shukubo sul Koyasan

Cerimonia della preghiera mattutina in uno Shukubo sul Monte Koya


/ dormire in uno shukubo sul koyasan

La crescente importanza nei secoli del Monte Koya come luogo sacro del buddismo ha portato alla nascita di numerosi templi. Alcuni di questi hanno iniziato anche ad accogliere sempre più pellegrini unendo alla spiritualità l’accoglienza delle locande giapponesi. Sono sorti così gli shukubo, templi buddisti in cui poter alloggiare che fino al XX secolo erano aperti solo ai pellegrini, mentre accolgono turisti da ogni parte del mondo.

 

Oggi gli shukubo sul Koyasan sono oltre 50 ed offrono la possibilità di dormire in una delle stanze del tempio arredata in stile tradizionale. Si dorme, quindi, sul futon, i bagni sono in comune con gli altri ospiti del tempio e l’acqua al mattino è freddissima. Gli spazi sono grandi e tutto è molto pulito per cui l’esperienza è spartana ma assolutamente piacevole.


Dormire non è il solo motivo per cui rimanere in uno shukubo. Nel tempio, infatti, c’è anche la possibilità di sperimentare una cena preparata secondo lo stile dello shōjin-ryōri. Si tratta di uno stile di cucina vegano-vegetariana che riprende i precetti ed i valori del buddismo. Non a caso ogni pasto deve prevedere 5 cotture (crudo, a vapore, alla griglia, bollito e fritto) e far sperimentare i 5 gusti (dolce, amaro, piccante, aspro e salato) ed i 5 colori (giallo, rosso, bianco, verde e nero). Un’esperienza davvero divertente ed interessante, si provano piatti sicuramente originali e per la gran parte molto buoni.

Sempre dormendo in uno shukubo è infine possibile assistere alle cerimonie religiose del tempio che generalmente si tengono presto al mattino, prima della colazione. Nel nostro caso abbiamo potuto prendere parte alla declamazione di alcune preghiere ed alla cerimonia del fuoco.

Anche questa è sicuramente un’esperienza coinvolgente anche se il dubbio che le cose siano fatte strizzando l’occhio al turista ci è rimasto.

Noi abbiamo passato la nostra notte presso il Kumagaiji e l’esperienza è stata molto positiva. Come detto in precedenza le stanze erano molto ampie e la cena tradizionale gustosa e divertente.

La struttura del tempio è molto bella ed accogliente così come il personale ed i monaci. C’è anche una onsen all’interno. Assolutamente consigliato.

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/ il giappone non finisce qui

Il Giappone è tanto altro oltre allo spettacolo del Koyasan! Non fermarti qui, c’è da perdersi tra le mille luci di Tokyo ed i magici templi di Kyoto. Bisogna fare un salto a Takayama per una degustazione di sakè prima di assaggiare dell’ottimo sushi nel mercato di Omicho a Kanazawa.

Ci vorrebbe davvero una vita per conoscere il Giappone, ma noi speriamo di aiutarti a farlo con questi nostri articoli.


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